
Nel Medioevo (sec. XIV), il
nucleo abitato di Verolanuova era di piccole dimensioni ma naturalmente ben
difeso dai due corsi d'acqua: la Mandrigola e lo Strone, dalla fossa del Castel
Merlino e a nord dal terrapieno che elevava ed eleva la strada rispetto al
borgo. Del borgo medioevale restano alcune tracce: via Ricurva, che segue le
anse naturali dello Strone, e le strette e tortuose viuzze che si arrampicano
sul terrapieno.
Il Castello è posto presso il passaggio del fiume Strone e a
Ovest della strada per Pontevico. Questa è, con buona probabilità, il
prolungamento del decumano maggiore di centuriazione romana, ciò rivela
l'importanza strategica della zona che nel Medioevo fu transito di massicci
commerci sia per terra che per acqua e che ancora oggi mantiene la denominazione
difensiva di Castellaro.
I Gambara, giunti quasi certamente a Verolanuova nel
1190 d.C., costruirono il castello ed ebbero qui la loro prima dimora.
L'assenza
di documenti rende molto difficile comprendere la forma originaria del
maniero riedificato totalmente nel secolo XIX. Nulla rimane dell'originale se
non la facciata est privata della merlatura sovrastante. Sono ancora visibili
tre stemmi gentilizi in pietra, uno murato sul cancello d'entrata, un secondo
nell'androne retrostante e il terzo sulla base del pozzo del giardino. Resta,
inoltre, una parte della fossa che circondava il castello ma non vi è più il
ponte levatoio.
Le sale interne sono oggi adibite a sede di organizzazioni di
volontariato, mentre il grande parco ospita l'asilo nido. Di originale rimane
solo la cimasta di un vasto camino in pietra con incisa la sigla
"VER-GA" (Veronica Gambara?) a suggello dell'atmosfera antica e
suggestiva che, nonostante gli anni e le vicissitudini, ancora impregna queste
mura.